lunedì 6 ottobre 2008

Vincere una Maratona - 1^ Maratona del Mediterraneo




Una Giornata Perfetta... cominciata prestissimo, alle 5:30, con una sveglia impietosa.
Solito rituale pre-gara, unica differenza il silenzio invece della musica, il silenzio per pensare ai 42 km. Che va bene devo affrontarli come un fondo lento, va bene che non devo pensare al tempo, ma pur sempre 42 sono, il che significa stare circa 3 ore sulle zampe, e significa starci con la testa e controllare emozioni e ritmo per non strafare e intaccare la muscolatura...
Partire piano. Partire piano. Come Paolo a Barchi. Come Paolo a Grottazzolina. Finire bene, finire con buone sensazioni e una buona carica in vista di NY…
Pronta. Fuori un sole tiepido, un cielo terso, decisamente freddo ma vento quasi assente.
A Pescara sono rimasta nella tuta fino a 15 minuti prima di partire, mi sono appena scaldata 5 minuti evitando le zone in ombra, pettorale attaccato, chip alla caviglia e prontissima sulla linea di partenza, fra i top runners... So che se controllo la gara e se sto bene posso arrivare seconda senza troppa difficoltà, prima no, prima c’è la Carlin, un mostro sacro… almeno per oggi che non devo forzare... L’ordine del mister è lasciarla andare e pensare a partire a 4.15-4.20. E sono tenuta a rispettarlo. Via. Parto con Dani, Mimmo e Marina, i miei compagni di avventura per 28 km…Si viaggia intorno a 4'...Troppo forte rispetto alla previsione, e già vedo la faccia contrariata del mister... redarguisco e freno la truppa, pur consapevole che a quel ritmo mi sto trattenendo. A metà gara la sensazione stupenda di non aver faticato per niente, e soprattutto di poter osare… Sono padrona del ritmo, ho energia in magazzino, forte. Mi sento forte. In lontananza la Carlin. Riesco a vederla. Comincio a pensare che forse potrei tentare una leggera progressione e vedere che succede. Cerco Paolo tra i ciclisti che sfrecciano ai lati della strada… avrebbe dovuto raggiungermi in bici dopo la mezza… Dani mi ha lasciato al 24esimo… Ho paura che sia presto per un’azione solitaria…troppo rischioso contro un’avversaria di esperienza come la Carlin. Al 29esimo finalmente arriva Paolo. Lo aspettavo, aspettavo "quella" spinta per andare... e ormai sono le gambe che vogliono spingere. Avvicino la Carlin con una decisione e una grinta che hanno sorpreso anche me, senza paura, proprio sicura che ce l’avrei fatta. La supero. So che la gara si decide adesso, che adesso devo mantenere concentrazione e ritmi alti almeno per qualche km. Perché ho superato una che non molla facilmente, una per cui 42 km sono normale routine di allenamento... Il mister mi dà quella sicurezza e quella tranquillità per dosare al meglio le forze, so che non sono sola e so che il traguardo non è poi così lontano. Al 38esimo ho rallentato un po’, per godermi gli ultimi km senza soffrire, senza arrivare al limite. Ricordo le mie lacrime dietro gli occhiali da sole, la gioia immensa e indescrivibile, i brividi lungo il corpo, il tifo stupendo di Mirketti, la commozione del mister e quella del presidente, lo sguardo commosso e fiero di Dani...
Non ho mai sentito così forte e intenso il profumo della vittoria. Grande Sissi, sono orgogliosa di me.

2 commenti:

Marta Silenzi ha detto...

Che bella giornata ieri a Pescara.
Che freddo all'inizio e che caldo poi, col sole alto.
Diverso per me, rispetto a voi runners, ma impossibile non sentirmi coinvolta.
E ho scoperto impossibile non sentirmi emozionata e non sentire - Marco non lo sa - salirmi le lacrime agli occhi quando ti ho vista alzare il braccio in segno di vittoria vicinissima al traguardo.
Io di gare non so niente, ma si sente forte quello che provate.
Brava Silvia, continua così.

Marta

Sissimoon ha detto...

Che bello Marta grazie! E va bene... di gare puoi non sapere molto... ma passione, sacrificio e emozioni... sono le tue "materie prime"... è quello di cui scrivi, è quello di cui ti immagino "ricercatrice" ed è quello che credo e sento di aver espresso negli ultimi km della "mia" maratona... grazie, certo da qui non si torna indietro;)