mercoledì 7 aprile 2010



Una semplice "suola" bianca, infilata nella scarpa... oggi dal "plantaropitecus" la guardavo con sospetto ma anche come si guarderebbe una piuma magica... e dentro di me, in silenzio, ci parlavo, pregandola di farmi correre senza sentire dolori.
Ha funzionato... forse è stata la formula magica azzeccata, o forse in quella formula, pensata per quasi due mesi, c'è stata la pazienza di aspettare, la calma nell'affrontare un periodo di stop, e la convinzione taciuta ma sempre viva di tornare a correre.
Non ho resistito oggi. Uscita dall'autostrada... e a desso? Adesso direzione mare, porto. Cambiata alla sveltissima in bagno, ho camminato per... 10 secondi??? forse troppi... sempre più veloci i passi, sempre più grande il sorriso.. So che due mesi non sono niente per chi subisce un infortunio al piede, e il mio... è davvero niente... E proprio per questo, fermandomi, e ancora di più adesso, riprendendo, mi rendo conto di quanto sia importante ascoltarsi, ascoltare il proprio corpo, soprattutto quando chiede di riposare, di rinunciare a un allenamento o a una gara, per respirare e prendere fiato.
Oggi non mi sarei più fermata, 10 km (troppi, ho già esagerato) e non sentire nulla... un leggero fastidio dato dai plantari nuovi, ma BENE, BENE, BENISSIMO...
niente orologio, solo io e le mie sensazioni, il gusto immenso di correre, il senso di libertà che ultimamente non provavo più... Adesso però resto in ascolto... dei miei piedi.