New York.
Sto arrivando... atterrerò sulla Grande Mela, con il mio pettorale F 38, da Top Runner.
Lo sai New York... anche il tuo asfalto sentirà il peso delle mie gambe, sarà bagnato dal mio sudore, e ascolterà il mio respiro, assorbirà le mie emozioni, la mia fatica, e ogni mia forza...
Perchè ce la metterò tutta per scrivere il mio nome, ce la metterò tutta perchè resti un giorno importante PER ME...
Parto con qualcosa di più pesante della valigia... sono 50 kg di emozione, apettative, responsabilità e... e tutto il bagaglio di allenamenti, tutto quello che in questi mesi di preparazione mi ha accompagnato, dalle scarpe, ai completini, alle magliette etc. a qualcosa di più intangibile ma infinitamente più importante. La consapevolezza di essere cresciuta. Una forza che riconosco e sento mia. Nella testa e nelle gambe. L'esperienza unica della vittoria, e quanto è bello vincere una maratona, gustare anche gli ultimi km in spinta.
Il tifo della tribù poco dietro. E quello degli amici, più lontano ma ugualmente presente e intenso.
Mi osservo, mi ascolto... e mi sento così carica... mi sembro così piccola per tenere tanta così tanta roba dentro...
giovedì 23 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
Vincere una Maratona - 1^ Maratona del Mediterraneo


Una Giornata Perfetta... cominciata prestissimo, alle 5:30, con una sveglia impietosa.
Solito rituale pre-gara, unica differenza il silenzio invece della musica, il silenzio per pensare ai 42 km. Che va bene devo affrontarli come un fondo lento, va bene che non devo pensare al tempo, ma pur sempre 42 sono, il che significa stare circa 3 ore sulle zampe, e significa starci con la testa e controllare emozioni e ritmo per non strafare e intaccare la muscolatura...
Partire piano. Partire piano. Come Paolo a Barchi. Come Paolo a Grottazzolina. Finire bene, finire con buone sensazioni e una buona carica in vista di NY…
Pronta. Fuori un sole tiepido, un cielo terso, decisamente freddo ma vento quasi assente.
A Pescara sono rimasta nella tuta fino a 15 minuti prima di partire, mi sono appena scaldata 5 minuti evitando le zone in ombra, pettorale attaccato, chip alla caviglia e prontissima sulla linea di partenza, fra i top runners... So che se controllo la gara e se sto bene posso arrivare seconda senza troppa difficoltà, prima no, prima c’è la Carlin, un mostro sacro… almeno per oggi che non devo forzare... L’ordine del mister è lasciarla andare e pensare a partire a 4.15-4.20. E sono tenuta a rispettarlo. Via. Parto con Dani, Mimmo e Marina, i miei compagni di avventura per 28 km…Si viaggia intorno a 4'...Troppo forte rispetto alla previsione, e già vedo la faccia contrariata del mister... redarguisco e freno la truppa, pur consapevole che a quel ritmo mi sto trattenendo. A metà gara la sensazione stupenda di non aver faticato per niente, e soprattutto di poter osare… Sono padrona del ritmo, ho energia in magazzino, forte. Mi sento forte. In lontananza la Carlin. Riesco a vederla. Comincio a pensare che forse potrei tentare una leggera progressione e vedere che succede. Cerco Paolo tra i ciclisti che sfrecciano ai lati della strada… avrebbe dovuto raggiungermi in bici dopo la mezza… Dani mi ha lasciato al 24esimo… Ho paura che sia presto per un’azione solitaria…troppo rischioso contro un’avversaria di esperienza come la Carlin. Al 29esimo finalmente arriva Paolo. Lo aspettavo, aspettavo "quella" spinta per andare... e ormai sono le gambe che vogliono spingere. Avvicino la Carlin con una decisione e una grinta che hanno sorpreso anche me, senza paura, proprio sicura che ce l’avrei fatta. La supero. So che la gara si decide adesso, che adesso devo mantenere concentrazione e ritmi alti almeno per qualche km. Perché ho superato una che non molla facilmente, una per cui 42 km sono normale routine di allenamento... Il mister mi dà quella sicurezza e quella tranquillità per dosare al meglio le forze, so che non sono sola e so che il traguardo non è poi così lontano. Al 38esimo ho rallentato un po’, per godermi gli ultimi km senza soffrire, senza arrivare al limite. Ricordo le mie lacrime dietro gli occhiali da sole, la gioia immensa e indescrivibile, i brividi lungo il corpo, il tifo stupendo di Mirketti, la commozione del mister e quella del presidente, lo sguardo commosso e fiero di Dani...
Non ho mai sentito così forte e intenso il profumo della vittoria. Grande Sissi, sono orgogliosa di me.
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