Torna a volte la paura di chiedere. Per paura di un no.. Paura di sembrare, diciamo anche di ESSERE, in fondo... fragili. Non costa nulla chiedere. Già, a volte però è più facile scalare l'Everest. E si sta lì, in silenzio, aspettando di essere preceduti ed esauditi. Così si risparmia fatica, si mantiene alta la guardia e... E SPERIAMO DI OTTENERE A COSTO ZERO QUELLO CHE VOLEVAMO. Senza far sapere che ne avevamo bisogno... Tutto per essere forti... Ma a che serve?
Tanto prima o poi quella paura si ripresenta. Passano anni, magari, ma tanto torna, perchè finchè non la super(iam)o, finchè non la affront(iam)o, lei lì sta, vecchia, inutile, stronza. Ma sta lì.
In tutto questo, forse chi ci(mi) sta davanti è in ascolto... anche del nostro(mio) silenzio. E direbbe sì.
venerdì 29 febbraio 2008
IN BOCCA AL LUPO????
Crepi il lupo per domani, crepi anche la stanchezza...
via pensieri, testa libera, domani per 6 km sciolgo le gambe e le lascio andare.
Cominciano a prendermi queste trasferte, fosse per me viaggerei più spesso...
Una alla volta...Domani lanciano, Cross Internazionale del Sud! Via!
via pensieri, testa libera, domani per 6 km sciolgo le gambe e le lascio andare.
Cominciano a prendermi queste trasferte, fosse per me viaggerei più spesso...
Una alla volta...Domani lanciano, Cross Internazionale del Sud! Via!
giovedì 28 febbraio 2008
Si torna in pista!
Ieri sera sono tornata sulla prima corsia per far girare le gambe... 300 con Mirketti e Dani. Non pensavo di andare così forte con tanta facilità, gambe sempre agili, sensazioni sempre buone. E comunque l'allenamento con i Soci ci voleva, anche nella fatica, anche nello sforzo le battute e le risate non mancano mai.
Sabato mi aspetta il cross a Lanciano... non voglio fasciarmi la testa, non voglio fissarmi sul ritmo, ascolterò le gambe, senza pretendere troppo. Devono riprendersi, e se sono stanche e non girano forte come a Monza, hanno tutto il diritto di protestare;)
Sabato mi aspetta il cross a Lanciano... non voglio fasciarmi la testa, non voglio fissarmi sul ritmo, ascolterò le gambe, senza pretendere troppo. Devono riprendersi, e se sono stanche e non girano forte come a Monza, hanno tutto il diritto di protestare;)
mercoledì 27 febbraio 2008
Chi sono io...
La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
E' la nostra luce, non il nostro buio che ci spaventa.
Ci domandiamo:" Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?".
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei figlio dell'universo.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell'universo che è in noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, automaticamente la nostra presenza libera gli altri.
N. Mandela
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
E' la nostra luce, non il nostro buio che ci spaventa.
Ci domandiamo:" Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?".
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei figlio dell'universo.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell'universo che è in noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, automaticamente la nostra presenza libera gli altri.
N. Mandela
lunedì 25 febbraio 2008
ADIDAS DIXIT...
IMPOSSIBILE E' SOLO UNA PAROLA PRONUNCIATA DA PICCOLI UOMINI CHE TROVANO PIU' FACILE VIVERE NEL MONDO CHE GLI E' STATO DATO, PIUTTOSTO CHE CERCARE DI CAMBIARLO.
IMPOSSIBILE NON E' UN DATO DI FATTO, E' UN'OPINIONE. IMPOSSIBILE NON E' UNA REGOLA E' UNA SFIDA. IMPOSSIBILE NON E' UGUALE PER TUTTI. IMPOSSIBILE NON E' PER SEMPRE.
IMPOSSIBLE IS NOTHING.
IMPOSSIBILE NON E' UN DATO DI FATTO, E' UN'OPINIONE. IMPOSSIBILE NON E' UNA REGOLA E' UNA SFIDA. IMPOSSIBILE NON E' UGUALE PER TUTTI. IMPOSSIBILE NON E' PER SEMPRE.
IMPOSSIBLE IS NOTHING.
GRAZIE...



Al ritorno a casa ho chiuso il portone, fatto un lungo sospiro, un sorriso... sono solaaa!!! Ho vinto! Cazzo ce l'ho fatta ce l'ho fatta! Eh sì, ho dato sfogo a tutte le emozioni, ho anche urlato, ecchissenefrega dei vicini, certe cose non capitano tutte le sere e in fondo non è poi così tardi... Sono arrivati alcuni sms, i miei amci, la mia tribù... mi sono presa il mio tempo per ripercorrere la gara da sola, riassaporare le sensazioni di una giornata volata e che meritava di essere rivista in differita...
E poi ho risposto... commossa, emozionata... I miei compagni sono diventati la mia famglia, il mio mondo insostituibile, di cui non potrei fare a meno per essere felice. Certi periodi i giorni passano così veloci e pieni di pensieri che li dò per scontati, e invece pensandoci sono straordinari, unici, essenziali, assolutamente preziosi.
Paolo, Dani, Mirketti,Mimmo e Black. Grazie. Per il buongiorno tutti i giorni, perchè mi fate sentire sempre importante, perchè so che a ogni passo mi state vicini, perchè ieri ho sentito che il mio personale è stato una festa anche per voi... siete grandi, VI VOGLIO BENE.
Al mister un grazie particolare... l'anima della tribù, che non si tira mai indietro, contro ogni sfida, contro il dolore... Lui corre, più per gli altri che per sé... non sa che a volte se uno di noi non ha voglia di allenarsi va lo steso al campo perchè sa che c'è il mister, o se non c'è, sa che il mister CI TIENE... Lui corre e osserva, fa i programmi di notte o di notte lavora perchè di giorno segue gli atleti. Lui che se un giorno decide di spegnere il cellulare la tribù va in panico, perchè è sempre presente sempre con tutti.
Se manca si sente che manca, e allora se ne parla, per fare finta che comunque c'è, che comunque è con la tribù... Un grazie, che va oltre gare, risultati e allenamenti...Dietro a tutto c'è passione, pazienza, fiducia e tanta grinta. Caro mister, ogni giorno ce ne passi un pò. E se crediamo di poter andare avanti è perchè sei tu il primo a crederci. Che si può fare, ci si può provare. Grinta allora, e avanti!
IMPOSSIBLE IS NOTHING... CRONACA DI UN SOGNO APPENA COMINCIATO

24 febbraio, Roma, Palaeur. F 21 pronta alla partenza, davanti a 10000 e più atleti, davanti, con i migliori, con i top runners.
Ogni fibra è concentrata verso l'unico obiettivo di spingermi per 21 km dando il massimo, e in fondo a me so che le gambe sono pronte... Finora solo un'altra volta mi sono sentita così forte e così sicura di farcela: il diecimila di fine agosto, dove ho centrato il minimo per i Campionati Italiani.
Sulla linea di partenza sono dietro al mister. Le ultime parole prima dello sparo sono le sue: TRANQUILLA, RILASSATA CON LE BRACCIA, NN TI PREOCCUPARE SE I PRIMI KM HAI FIATONE, E' NORMALE.
Quando parto penso solo a quello, trovare le sensazioni giuste sul ritmo, senza paure. So cosa sono in grado di fare, so che posso osare e che devo, me lo devo, per il lavoro duro e costante, per l'attesa di questo appuntamento, perchè ho tanto aspettato questa gara e la gara è arrivata, e ho solo questa occasione di viverla come fino ad oggi ho solo sperato.
Ho viaggiato a una media di 3.43 al km, la media che lo scorso anno sognavo per il diecimila...senza fatica, senza ansia, senza cedimenti.
Il cielo azzurro, il sole, l'aria ferma ... addosso solo sensazioni positive, i km mi sembravano più corti, ogni volta che guardavo il cronometro al passaggio dei mille esultavo in silenzio. Un'altra conferma... il sogno del personale cominciava ad assumere un profilo di realtà...
10km, passaggio a 37'11... ricordo di aver guardato il cronometro tre volte prima di tornare concentrata sulla strada... 37'11...proiezione...proiezione... non riuscivo a fare i calcoli per l'emozione, ma ero consapevole che stavo andando forte...
Sapevo anche di stare bene, sapevo che mi aspettavano ancora 11 km ma tutti più facili, dovevo soltanto gestire le forze e NON CALARE.
Superato il 17esimo l'emozione ha cominciato a premere per uscire, più cercavo di trattenermi e restare concentrata, più avevo voglia di ridere, piangere... l'arrivo a Ostia, il mare, la vista del traguardo, il tifo forte del pubblico... non ne potevo più... ho percorso la prima parte di rettilineo piangendo di gioia. Sentivo di avere ancora forze, sentivo che ormai era fatta, all'arrivo avrei firmato un personale, si trattava solo di decidere i secondi. Ne ho perso qualcuno alla rotonda, quel tratto finale è stata la parte più lunga, i metri non passavano mai...
poi finalmente lo striscione, finalmente gente accalcata, grida, applausi, due braccia alzate ad aspettarmi e il cronometro scorrere sull'ora e 18... ultimo sforzo, ultimi passi... per firmare il mio sogno, che adesso ha un nome e un pò di numeri, e che in attesa di futuri aggiustamenti si chiama Roma Ostia 1h18'39.
Quelle braccia alzate mi hanno stretto forte, per sentire e farmi sentire la gioia per un risultato che è una vittoria. Sesta=vittoria. Sono forte.
mercoledì 20 febbraio 2008
SOSPESA IN ATTESA...
Pochi giorni ancora, e poi lo sparo, e poi via, verso il mare di Ostia, 21, 097 km di asfalto da correre con gambe, grinta, concentrazione.
Focalizzo l'azione di corsa, ogni gesto ogni pensiero... tutto teso verso un traguardo ideale, un sogno che aspetto di... correre. F 21 il pettorale. E' già sulla linea di partenza.
Voglio volare, voglio stupirmi... correre sul filo del limite, superare fatica, incertezze e paura, lanciarmi gli ultimi km...
Il finale non si dice mai... lo leggerò appena superato lo striscione dell'arrivo.
Focalizzo l'azione di corsa, ogni gesto ogni pensiero... tutto teso verso un traguardo ideale, un sogno che aspetto di... correre. F 21 il pettorale. E' già sulla linea di partenza.
Voglio volare, voglio stupirmi... correre sul filo del limite, superare fatica, incertezze e paura, lanciarmi gli ultimi km...
Il finale non si dice mai... lo leggerò appena superato lo striscione dell'arrivo.
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